Diventare Cavaliere

665365696.jpg“Allora, ti senti pronta per la cerimonia di domani?” Nihal divenne seria. “Credo di sì” disse. ‘Credo’ era la parola giusta. “Bene, allora sarai pronta anche per questo” disse Ido, poi sparì dietro la porta della stanza accanto. Ricomparve poco dopo con un fagotto di iuta, sotto il cui peso le sue gambe corte si piegavano. Lo buttò sul tavolo mentre Nihal lo fissava con uno sguardo interrogativo. “Questo è per te, dacci un’occhiata” disse con apparente noncuranza. Nihal toccò l’involucro, incuriosita. Sentì alcune forme strane e qualcosa di duro. Poi lo aprì, ma il sacco era tanto grande che dovette infilarci la testa dentro per capire che cosa contenesse. Quando uscì, scapigliata, sul suo viso era dipinta un’espressione incredula. “Ora sei un Cavaliere e non mi sembra molto decoroso che te ne vada in battaglia conciata come un mendicante” borbottò lo gnomo, quasi imbarazzato. Era la prima volta che le faceva un regalo. Nihal iniziò a vuotare il sacco: c’erano una corazza splendente, un paio di spallacci, un elmo e due gambali. Erano tutti di cristallo, nero come la notte e lucente di terribili bagliori. Come la sua spada. La corazza era levigata a regola d’arte e dalla parte bassa della vita partiva un fregio: rappresentava un drago ritorto su se stesso, che con mille volute si arrampicava su per il busto fino all’altezza del petto, dove troneggiava la testa; la bocca spalancata sputava due fiotti di fiamme che si avvolgevano intorno al profilo dei seni. Gli spallacci erano foggiati come due teschi di drago, i denti aguzzi sprofondavano nella linea delle spalle. Sui gambali tornava il motivo delle fiamme. Infine, l’elmo aveva due grossi spuntoni che partivano dai lati del capo. Nihal la guardò senza parole. Era la sua armatura. “L’elmo l’ho fatto fare in modo che non ti dia fastidio sulle orecchie. E’ leggera, sai, non dovrebbe impacciarti nei movimenti” spiegò Ido, ma Nihal continuava a tacere. “Di sicuro tuo padre avrebbe fatto qualcosa di più bello e grandioso, ma spero che ti piaccia e che ti ci trovi bene a combattere e… oh, al diavolo!” imprecò alla fine. Nihal gli saltò al collo e lo abbracciò stretto. Era più di quanto potesse sperare, era la prova della stima che Ido nutriva per lei. Le vennero le lacrime agli occhi. “Grazie, grazie…” continuava a ripetere. Ido la allontanò. Aveva gli occhi un po’ lucidi. “Se speri di farmi piangere come una femminuccia ti sbagli di grosso, sappilo” brontolò, poi scoppiò a ridere e Nihal rise con lui. “Io… è tutto bellissimo, Ido. Tu mi hai salvata, mi hai cresciuta, hai fatto di me un guerriero… io…” Nihal non trovava le parole per ringraziare lo gnomo che l’aveva riportata alla vita. Ido rispose dandole una sonora pacca sulla schiena. “Su, bando ai sentimentalismi, va’ a prendere quel buono a nulla di Laio e diamoci una mossa” disse.

da La missione di Sennar, di Licia Troisi

Diventare Cavaliereultima modifica: 2008-09-19T13:26:00+02:00da mirrh
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