Il Licantropo

Una di quelle storie da raccontare agli amici nelle serate in spiaggia (meglio se con la luna piena), la prova che i latini non erano quei vecchi decrepiti ammuffiti e noiosi che sembrano. E che Stephen King coi suoi racconti da brivido non ha inventato niente di nuovo…

lycanbis2ygoc3.jpg“Il caso volle che il mio padrone fosse partito per Capua a smerciarvi il meglio delle sue cianfrusaglie. Presa al volo l’occasione, convinco un ospite che avevamo in casa ad accompagnarmi fino al quinto miglio. Non per niente era un soldato, forte come un orco. Alziamo le chiappe verso l’ora del canto del gallo. La luna splendeva come il sole a mezzogiorno. Arriviamo a un cimitero: il soldato si mette a farla tra le tombe; io mi siedo canticchiando e conto le tombe. Poi, come torno con lo sguardo al mio compagno, quello è lì che si sveste e depone tutti gli abiti sul ciglio della strada. Non avevo più una goccia di sangue nelle vene, ero più morto che vivo. Lui invece si mise a pisciare attorno agli abiti e all’improvviso diventò un lupo. Badate che non scherzo: non direi una balla per tutto l’oro del mondo. Dunque, come dicevo, dopo che divenne lupo, cominciò a ululare e fuggì nel bosco. Io, sulle prime, non sapevo più dove fossi. Poi mi accostai per raccogliere i suoi vestiti, ma erano diventati di pietra. Sono morto di paura come nessun altro. Tuttavia impugnai la spada e zac zac tirai fendenti alle ombre, finché non arrivai alla cascina della mia amica. Entrai che sembravo un fantasma, per poco non esalai l’anima, col sudore che mi scendeva fino in fondo alla schiena, gli occhi sbarrati: ce ne volle per rimettermi. La mia Melissa, sulle prime, era stupita che andassi in giro così tardi. “Se venivi un po’ prima” disse “ci davi almeno una mano, perché un lupo è entrato nel podere e come un macellaio ha sgozzato tutte le pecore. Ma non l’ha fatta franca, anche se è riuscito a svignarsela, perché uno dei nostri schiavi gli ha trafitto il collo con una lancia. A sentir questo, non riuscii più a chiudere occhio, ma a giorno fatto scappai in direzione della casa del nostro padrone Gaio, e dopo che arrivai nel punto in cui i vestiti erano diventati di pietra, non trovai altro che tracce di sangue. Quando poi arrivai a casa, il soldato giaceva sul letto, pesante come un bue, e c’era un medico che gli medicava il collo. Capii che era un lupo mannaro e da allora non fui più capace di dividere un tozzo di pane con lui, nemmeno se mi avessero ammazzato. Padroni gli altri di pensare ciò che vogliono su questa storia, ma io, se mento, che il cielo mi punisca.”

da Petronio, Satyricon

Chi è Petronio? Uno scrittore romano vissuto alle corti di Claudio e Nerone. Accusato di complicità nella congiura di Pisone, nel 66 d.C. si suicidò. Raffinatissimo, fu detto Arbitro dell’eleganza. Il Satyricon è un vivacissimo specchio della vita contemporanea.

Il Licantropoultima modifica: 2009-04-22T14:26:00+02:00da mirrh
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